trattamento fine rapporto

Buongiorno a tutti,

come d'accordo, vi riporto alcune considerazioni frutto di approfondimento sul tema accennato nel mio intervento all'assemblea annuale dello scorso 16 dicembre.
La tassazione agevolata per il TFR non esiste più da anni. L'erogazione del TFR è però soggetta a TASSAZIONE SEPARATA, cioè la tassazione viene effettuata considerando l'aliquota Irpef media degli ultimi cinque anni di lavoro.
Il TFR è un tipo di reddito che non concorre a determinare l'imponibile ai fini Irpef: si considera, ai fini della tassazione, separatamente dagli altri redditi posseduti nello stesso periodo d’imposta.
Quindi, in sede di dichiarazione dei redditi, l'importo del TFR NON E' riportato nella sezione “altri redditi” del modello 730, NON si somma ad altro, NON  aumenta il valore dei redditi da tassare con l’aliquota standard.
La tassazione separata sul TFR viene effettuata a titolo di acconto. Solo successivamente, a distanza di alcuni mesi, l’Agenzia delle Entrate ricalcolerà l’imposta sostitutiva dovuta, considerando la media dei redditi percepiti negli ultimi cinque anni, e provvederà ad emettere una comunicazione per ottenere, eventualmente, l’importo dovuto a titolo definitivo (comunque, se il dipendente non ha avuto, negli anni grosse differenze di reddito – da attività o da redditi da immobili o da altri tipi di reddito - rispetto al solo lavoro dipendente, l'importo non si discosterà di molto). Va considerato, ad ogni modo, che difficilmente, andando avanti nel tempo, ci potrà essere un ritorno ad una tassazione agevolata per il TFR o ad una riduzione di tassazione sullo stesso.
Per completezza di informazione, un altro aspetto da valutare nel caso di liquidazione della quota di TFR maturata presso il consorzio boschivo che va a morire, è quello della riduzione dell'importo TFR accantonato.Infatti ogni anno il TFR (maturato al 31/12) viene rivalutato; diminuendo di circa il 20%  (corrispondente appunto alla quota-ente) l'importo totale del TFR accantonato dal lavoratore presso il nuovo ente viene diminuita e conseguentemente lo è anche la rivalutazione. Da una simulazione da noi fatta, un lavoratore con diritto al pensionamento nel 2018 (quindi con un TFR corposo), nei prossimi due anni, perderebbe qualche centinaio di euro all'anno.
La normativa in vigore dispone che in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il lavoratore ha diritto ad un trattamento di fine rapporto, ovvero di vedersi corrisposta d’ufficio la
quota di TFR maturata presso l'ente. Appare quindi quanto meno discutibile l'atteggiamento del Consorzio dei Comuni - formalizzato in data odierna in una nota indirizzata ai Consorzi di Vigilanza Boschiva e ai loro Presidenti - di imporre a tutti che detta quota transiti al comune capofila, nuovo datore di lavoro, senza permettere al dipendente di decidere cosa fare del proprio salario differito. Ma soprattutto senza che una scelta o l'altra venga esplicitata e formalizzata in un accordo o in un verbale.
Naturalmente, spetta al singolo lavoratore decidere se vuole incassare subito il 20% del suo TFR oppure farlo transitare al comune capofila del quale egli stesso diverrà dipendente a seguito dello scioglimento dei consorzio; certamente dipenderà anche dalle esigenze del singolo.
Questa Organizzazione Sindacale ritiene proprio compito fondamentale informare i lavoratori in primo luogo per tutelarli, poi per metterli in condizione di decidere liberamente, non di doversi assoggettare ad atti d'imperio.

Allego alla presente un fac simile di domanda di liquidazione tfr.

Spero di essere stata utile e avere chiarito almeno un po' l'argomento.
Approfitto per rinnnovare atutti l'augurio di un sereno Natale e un buon 2016.

Regina Bertolini - Funzione Pubblica CGIL Trentino
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